Ristorante Kosher a Roma

Via del Portico D’Ottavia, 65 (Ghetto ebraico di Roma)

+39 06/68801607

Ristorante Kosher Roma

Ristorante Kosher al Ghetto di Roma

Alla Reginella trovi i piatti storici della tradizionale cucina giudaico-romanesca insieme alle rivisitazioni di grandi classici come la carbonara, che prepariamo con carciofi e carne secca, sempre cucinando senza mai mescolare carne e latte insieme, ed esclusivamente con carne kosher.

Anche i nostri piatti di pesce freschissimo sono esclusivamente kosher e non serviamo quindi frutti di mare e pesci non idonei: prepariamo ogni giorno piatti di mare speciali a base di bottarga, spigola, orata, tonno, ricciola e rombo, e nel nostro menù non manca mai la zuppa di pesce kosher che ci ricorda le origini del ghetto romano, oltre agli sfiziosi crudi di pesce con le tartare e i carpacci.

Cosa potrai gustare nel nostro Ristorante Kosher

Il gusto classico della cucina kosher rivive nei nostri carciofi alla Giudia, sempre croccanti e leggeri, che ci piace cucinare nelle varianti in pastella, alla griglia e in insalata. I piatti poveri della nostra storia, come la concia di zucchine, il fritto di baccalà, i fiori di zucca, il tortino di aliciotti e indivia, e i pomodori a mezzo, li cuciniamo come una volta per tramandare sapori che sono molto più di una ricetta.

Non mancano poi i piatti tipicamente romani come l’abbacchio a scottadito, la vitella, le fettuccine, i tonnarelli, e gli agnolotti di stracotto. Cuciniamo i piatti tipici della nostra storia sempre nel rispetto delle regole della kasherut, osservando il sabato e le feste comandate, utilizzando solo ingredienti di primissima scelta, tutti certificati dal Rabbinato di Roma. La pasta ovviamente fatta in casa con laboratorio a vista.

La carta dei vini de La Reginella d’Italia Kosher presenta un’accurata selezione delle migliori etichette israeliane e kosher italiane, per soddisfare anche gli intenditori più esigenti. Ricordiamo inoltre che nel nostro ristorante serviamo esclusivamente pane artigianale di nostra produzione, così come tutti i dolci sono preparati quotidianamente dal nostro pasticcere.

Il termine “Kosher”

Sia il termine kosher che kasher stanno a indicare le regole alimentari ebraiche. Hanno ambedue lo stesso significato, ovvero, circoscrivono un cibo idoneo alle regole ebraiche che riguardano l’alimentazione. Le regole della cucina kosher vengono seguite da tutti gli ebrei osservanti. La parola kosher è tradotta come “adatto”, “opportuno”. La parola taref, al contrario, denota tutti gli animali che non sono macellati secondo le regole alimentari ebraiche, quindi, proibiti. Con il termine kasherut, invece, si sta a indicare l’insieme delle norme che racchiudono tutti i cibi che un ebreo può mangiare e anche il modo corretto di prepararli. In generale si può dire che una delle principali suddivisioni è quella fra gli animali puri e impuri. In sostanza il messaggio è che l’uomo deve avere pietà sia nei confronti degli esseri umani che nei confronti degli animali perché solo il Signore è padrone dell’universo. Fondamentalmente la kasherut è fondata sulla Torah.

Nella Torah, ad esempio, viene consigliato in almeno tre passi di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”. Per questo motivo è stata proibita l’unione della carne con il latte nello stesso pasto.In generale si può dire che una delle principali suddivisioni è quella fra gli animali puri e impuri. In sostanza il messaggio è che l’uomo deve avere pietà sia nei confronti degli esseri umani che nei confronti degli animali perché solo il Signore è padrone dell’universo. Fondamentalmente la kasherut è fondata sulla Torah. Nella Torah, ad esempio, viene consigliato in almeno tre passi di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”. Per questo motivo è stata proibita l’unione della carne con il latte nello stesso pasto.

Le regole della cucina Kosher

Per capire e gradire la cucina tradizionale kosher è importante vedere le sue origini, il suo significato e le sue regole. In sostanza le regole kosher si possono suddividere in alimenti permessi e in alimenti proibiti. Iniziando dagli animali sono kosher tutti quelli che hanno lo zoccolo fesso e sono ruminanti. Devono avere l’unghia spaccata, quindi, tra questi troviamo gli ovini, i bovini, ma sono vietati i maiali. Tra i volatili sono permessi il tacchino, il pollo, le anatre, le oche. Sono proibiti i volatili rapaci. Per quanto riguarda i pesci sono kosher tutti quelli provvisti di pinne e squame. Non sono ammessi i crostacei e i molluschi.Gli ortaggi e la frutta sono tutti kosher. La frutta, in particolare, può essere mangiata solo quella che è stata raccolta da un albero che abbia più di tre anni da quando è stato piantato.

Shechità
Una delle regole più importanti è quella che riguarda la macellazione rituale e il divieto del sangue. La macellazione rituale ebraica è chiamata “Shechità”, ed è l’unico metodo di macellazione ammesso. Per la Torah è importante che l’animale non subisca dolore, non soffra. L’animale può essere ucciso solo tramite un coltello particolare, molto affilato. Il coltello non deve avere nessun difetto, e se nel caso la macellazione venisse eseguita con uno strumento imperfetto sarebbe vietata la consumazione della carne. E’ importante che la Shechità venga eseguita in maniera molto veloce, con il coltello deve essere effettuato un rapido movimento per far sì che l’animale non senta nessun dolore. Deve essere recisa l’arteria carotide. Questo procura all’animale un’immediata perdita di conoscenza e, quindi, di conseguenza non prova nessun dolore. La carne dopo la macellazione deve essere salata per asportare la rimanenza di sangue. Non bisogna consumare il sangue degli animali perché è il simbolo della vita. Inoltre la carcassa dell’animale non deve presentare difetti o segni di malattie che automaticamente renderebbero la carne non kosher. Devono essere eliminate tutte le parti che sono considerate impure come, ad esempio, i tendini e alcuni grassi.

Carne e latte
La carne e il latte devono essere cucinati e mangiati in maniera separata. In specifico in Esodo e Deuteronomio si legge “Non cuocere il capretto nel latte di sua madre”. Questo giustifica il fatto che è assolutamente vietato consumare la carne e il latte nello stesso pasto. Inoltre si devono utilizzare stoviglie e recipienti differenti. Per mangiare cibi a base di carne e cibi a base di latte nello stesso banchetto bisogna aspettare almeno sei ore tra la consumazione dell’uno e poi dell’altro. Quindi gli ebrei osservanti hanno scomparti distinti in frigorifero, servizi di stoviglie diverse e anche pentole e padelle.

Le ricette ebraiche si possono suddividere in:

    • Kosher basari: nei pasti è presente la carne.
    • Kosher calavi: nei pasti è presente il latte e i suoi derivati.
    • Kosher parve: nei pasti non è presente ne il latte e ne la carne.

Vino Kosher
Ci sono anche delle norme da rispettare che riguardano la produzione del vino. Per la religione ebraica il vino è indispensabile per il fatto che viene utilizzato sia per lo Shabbat che per le funzioni rituali durante i pasti delle feste. Della lavorazione dei grappoli se ne deve occupare solo il personale composto da ebrei osservanti.
La vite deve avere almeno quattro anni di età. Tutto quello che ha a che fare con la produzione del vino come, ad esempio, l’attrezzatura, lo stoccaggio, e il lievito devono essere necessariamente kosher. Nel nostro ristorante kosher vengono serviti i piatti tipici che seguono la tradizione della cucina ebraica-romana. Si possono gustare le fettuccine al pesto di scorfano e fiori di zucca, coratella con carciofi, baccalà scottato in salsa di ceci con erbe orientali, carciofo alla giudia, tonno in crosta di sesamo, carbonara di carciofi

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