Ristorante Kosher a Roma

Via del Portico D’Ottavia, 65 (Ghetto ebraico di Roma)

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Mangiare al Portico d’Ottavia, location storica di Roma

aprile 9, 2018

Mangiare al Portico d’Ottavia, location storica di Roma

Il Portico d’Ottavia

Il Portico D’Ottavia è uno splendore da guardare in tutta la sua bellezza. Nel II secolo a.C., tra il 33 e il 23 a.C., in sostituzione del più antico Portico di Metello che fu realizzato tra il 146 e il 131 a.C., venne costruito il Portico d’Ottavia. Fu voluto dall’imperatore Augusto in memoria di sua sorella Ottavia. Il Portico D’Ottavia si può visitare liberamente, quindi, non c’è bisogno di un biglietto di ingresso. Come viene riportato nel sito del comune di Roma, al monumento si accede per mezzo di una piccola cordonata in seguito di via del Portico d’Ottavia che porta ad una rampa di fronte alle colonne d’entrata. Questa collega l’area del propileo all’entrata della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, e ad un passetto che permette il collegamento con gli edifici di via di Foro Piscario. Passando, dunque, dietro al portico è possibile fare una piacevole camminata passando attraverso il vecchio e incantevole Ghetto Ebraico.

Struttura del Portico d’Ottavia

Il Portico d’Ottavia, era a pianta rettangolare. In origine era costituito da un doppio colonnato che copriva l’intera area, al centro della quale vi erano due templi. Uno, il più antico era dedicato a Giunone Regina; l’altro, il più recente, era dedicato a Giove Statore. A ridosso dei templi si trovava la Curia Octaviae, si trattava di un edificio absidato. Inoltre era presente anche una biblioteca. C’erano anche due ingressi monumentali con facciate composte da quattro colonne corinzie. Questi due ingressi si trovavano al centro dei lati settentrionale e meridionale. In origine ci furono diverse opere d’arte che impreziosivano il Portico d’Ottavia come, ad esempio, la statua in bronzo di Cornelia la madre dei Gracchi. Fu la prima donna a essere mostrata in pubblico a Roma. La base della statua la si può trovare esposta nei Musei Capitolini. Ci fu anche l’opera di Lisippo, la turma Alexandri, ossia, il complesso statuario di bronzo che raffigurava Alessandro Magno e i suoi cavalieri.

A oggi del Portico d’Ottavia sono rimaste alcune colonne dell’ingresso meridionale. Per quanto riguarda le altre colonne, nel Medioevo furono sostituite con un arcone dai cui si accede alla chiesa di S.Angelo in Pescheria. Poi si possono mirare l’architrave, il timpano e i due archi delle pareti laterali. Si può ancora leggere sull’architrave del propileo l’iscrizione databile al 203 d.C., che celebra il restauro del monumento voluto dall’imperatore Settimio Severo. Inoltre sul marciapiede si possono ancora vedere alcune colonne del portico.
L’angolo orientale del propileo appare intagliato. A partire dal 1555, costituiva uno degli angoli esterni dello spazio del Claustro degli ebrei. I muri laterali erano in laterizio, rivestiti in marmo, ed erano muniti di aperture in corrispondenza delle ali del portico, che erano costituite da un colonnato, e chiuse verso l’interno da una parete in laterizio.
In età tardoantica e medievale, invece, la zona fu utilizzata come mercato del pesce. Proprio da questo prese il nome la piccola chiesa che fu edificata nel complesso del propileo del Portico, e che fu dedicata a S.Angelo in Pescheria. Fu così che questa zona divenne il primo mercato cittadino per la vendita del pesce, rimanendo attivo fino alla fine del XIX secolo.

Storia del Portico d’Ottavia

Dopo la costruzione che avvenne nel II secolo a.C., si susseguirono con il passare del tempo, diversi incendi e un terremoto. Questi causarono dei danni al complesso del Portico d’Ottavia, quindi, si dovette ricorrere a differenti restauri, dove l’ultimo risale al 191 d.C. Quello che noi vediamo oggi fanno parte proprio di questo periodo, e sono il propilèo d’ingresso e il tratto di portico alla sua destra, fino all’estremo angolo meridionale. Nel medioevo, poi, sulle rovine del portico, furono costruiti sia un grande mercato del pesce, e una chiesa di S. Angelo in Pescheria.
Dunque, nell’ultimo quarto dell’VIII secolo sulle strutture del portico e dei monumenti adiacenti si è cominciato a ricavare degli ambienti della diaconia di S. Angelo in Pescheria, che appunto inglobano una delle colonne posteriori e parte del timpano, e che sono ancora visibili all’interno della chiesa.
Il mercato era chiamato Forum Piscium o Pescheria Vecchia. E’ ancora presente una lapide dove è riportata l’iscrizione latina “Capita piscium hoc marmoreo schemate longitudini majorum usque ad primas pinnas incisive conservatoribus danto”. Che tradotta riporta “Debbono essere date ai Conservatori (del Campidoglio) le teste di tutti i pesci che superano la lunghezza di questa lapide, fino alle prime pinne incluse”.
A partire dalla fine dell’VIII e fino al XII-XIII secolo il settore antistante la chiesa fu utilizzato come area cimiteriale con diverse sepolture a diversi livelli. Successivamente, in seguito anche a importanti ristrutturazioni della chiesa della fine del ‘200, le due colonne frontali orientali della facciata del propileo, furono sostituite con un grande arco in mattoni, affrescato e tutt’oggi ancora visibile, e che introduceva all’ingresso della chiesa. Si può citare anche un altro importante evento storico, ovvero, che proprio dal Portico d’Ottavia, Cola di Rienzo partì per la conquista del Campidoglio nel giorno di Pentecoste del 1347.

Ristorante al Portico d’Ottavia

Andare a mangiare al Portico d’Ottavia è meta di molti turisti, e non solo, che mirano alla suggestiva atmosfera che si respira nel quartiere antico del ghetto ebraico. La Reginella è proprio uno dei migliori ristoranti al Portico d’Ottavia, dove si possono gustare i sapori della cucina tradizionale giudaico-romanesca, in specifico la cucina kosher, ovvero, che segue le regole alimentari ebraiche che provengono direttamente dai precetti della Torah (Kasherut).

Storia
About Ristorante La Reginella Kosher
La Reginella d’Italia Kosher è un ristorante di cucina giudaico-romanesca nel cuore del Ghetto ebarico di Roma dove poter gustare piatti tipici della cucina Kosher in una splendida location.
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